Solidarietà al comitato della biblioteca di Marostica: la cultura non si censura
- Lorenzo Bonaccorsi
- 2 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Esprimo profonda indignazione e sconcerto per la decisione dell’Amministrazione comunale di Marostica di annullare, senza alcuna spiegazione pubblica convincente, la rassegna cinematografica estiva promossa dal Comitato della Biblioteca.
Una scelta che sa di censura
Si tratta di una decisione che assume i tratti di una censura culturale e che mortifica il lavoro volontario, competente e appassionato di cittadine e cittadini, giovani e professionisti del territorio. In un momento storico in cui servirebbero più spazi di confronto, più pensiero critico e più occasioni di cultura condivisa, si sceglie invece la strada del silenzio e della chiusura, invocando una presunta “leggerezza”.
Un precedente grave
È particolarmente grave che questa scelta sia arrivata dopo mesi di progettazione partecipata e dopo che lo stesso Comune aveva sostenuto l’iniziativa anche sul piano economico. Le opere selezionate – film premiati e riconosciuti a livello internazionale – non possono certo essere bollate come “troppo impegnative” o “inopportune”. Semmai risultano scomode per chi teme che la cultura stimoli riflessione e consapevolezza.
La leggerezza e l’impegno sono due dimensioni che non si escludono, ma si completano. Per questo motivo la decisione assunta appare come una presa di posizione ideologica, che rischia di diventare un precedente molto pericoloso.
La cultura è un bene comune
Non è accettabile che la cultura venga silenziata da una direttiva amministrativa, né che uno spazio pubblico di pensiero venga ridotto a un contenitore svuotato di significato. Una biblioteca pubblica deve essere presidio di democrazia, fermento culturale, confronto e crescita collettiva: non un luogo neutralizzato.
L’appello alla comunità
Esprimo quindi la mia piena solidarietà agli ex membri del Comitato che, con grande coerenza, hanno scelto di rassegnare le dimissioni. Sostengo con convinzione l’idea di rilanciare il cineforum “dal basso”, come gesto concreto di resistenza culturale.
Invito le associazioni, i cittadini, le scuole e tutte le realtà culturali del territorio a partecipare attivamente e a far sentire la propria voce: perché la cultura è un bene comune e non può mai essere trattata come un fastidio da contenere.





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