Progetto Silva. Il Consiglio di Bacino Bacchiglione si oppone. Europa Verde: "Al fianco dei cittadini e dei Comuni, non si può giocare con la falda".
- Mattia Stella
- 8 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Ho partecipato la sera del 22 maggio, in qualità di consigliere regionale, all’incontro pubblico svoltosi nella sala ex Acli di Preara, a Montecchio Precalcino, dedicato al progetto di ampliamento dell’impianto ex Safond di Silva Srl. Un incontro molto partecipato e carico di preoccupazioni, promosso dal Comitato “Tuteliamo la Salute” insieme al gruppo “L’Astego – Cecchetto per Montecchio”.
Ad aprire la serata è stato l’ing. Paolo Mion, che ha offerto una chiara e completa presentazione del progetto di ampliamento della piattaforma Silva, illustrando i dettagli tecnici e normativi dell’intervento proposto.
Gli interventi del Dott. Lorenzo Altissimo (già Direttore del Centro Idrico di Novoledo) e del Dott. Vincenzo Cordiano (Presidente ISDE – Medici per l’Ambiente) hanno evidenziato con chiarezza i gravi rischi ambientali derivanti dalla localizzazione di un impianto di trattamento rifiuti sanitari e sabbie di fonderia in un’area di ricarica della falda e a valle di captazioni idropotabili strategiche per decine di Comuni delle province di Vicenza e Padova.
Nel corso della serata è stato ricordato l’appello formale già sottoscritto da 12 Sindaci e inviato alla Regione Veneto e agli enti competenti, che chiede l’interruzione dell’iter autorizzativo, il pieno coinvolgimento dell’ATO Bacchiglione e dei gestori idrici AcegasApsAmga e Viacqua, e l’applicazione rigorosa dei criteri tecnico-scientifici previsti dalla DGRV 1621/2019.
Decisive, ora, le osservazioni del Consiglio di Bacino Bacchiglione, depositate il 16 maggio 2025, che esprimono una netta contrarietà al progetto per ragioni tecniche, ambientali e normative. Il sito della Silva Srl ricade infatti:
in una zona a elevata vulnerabilità della falda, all’interno della fascia di rispetto idropotabile allargata (isocrona 365 giorni) e adiacente a quella ristretta (60 giorni);
in un’area dove non è mai stata svolta attività con rifiuti pericolosi e dove l’introduzione di tali materiali rappresenterebbe un salto di rischio inaccettabile, non mitigabile dalle tecnologie previste;
in una posizione incompatibile con la nuova perimetrazione delle aree di salvaguardia elaborata dal Consiglio stesso con i gestori del servizio idrico, che sarà trasmessa alla Regione Veneto.
L’art. 94 del D.lgs. 152/2006 vieta esplicitamente in tali zone attività di gestione rifiuti e operazioni potenzialmente contaminanti. Il principio di precauzione non è facoltativo: è un dovere politico e istituzionale verso la salute delle persone e la tutela dell’acqua, bene comune.
Come consigliere regionale, ho voluto essere presente a questa iniziativa per portare solidarietà concreta al territorio e raccogliere gli elementi tecnici e politici che userò nei prossimi passaggi istituzionali. Ritengo che il progetto Silva vada fermato.
La mobilitazione dei cittadini e delle amministrazioni locali è lucida, ben documentata e responsabile. È per questo che sarò al loro fianco, pronto a sostenere ogni iniziativa che metta al centro la salvaguardia dell’acqua, la trasparenza nelle valutazioni ambientali e un modello di sviluppo sostenibile, rispettoso della salute e del territorio.” Lo dichiara il Consigliere regionale Renzo Masolo (Europa Verde).




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