Posina: nasce una cooperativa di Comunità e rinasce il mulina a pietra
- Lorenzo Bonaccorsi
- 3 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Una giornata di festa e di partecipazione quella vissuta ieri a Posina, dove è stato inaugurato l’antico mulino, rimesso in funzione grazie a un importante intervento di restauro. L’iniziativa è il frutto della nascita della Cooperativa di Comunità “L’Anguana”, la prima della vallata, fondata ufficialmente pochi giorni fa.
Il progetto, dal titolo “Il futuro è adesso”, è stato finanziato attraverso un bando della Fondazione Cariverona che ha assegnato 93 mila euro all’Unione Montana Alto Astico, rendendo possibile il recupero di questo bene storico, simbolo di un sapere e di una memoria da restituire alla collettività e a tutti coloro che vivono e amano questa valle.
Un percorso nato dal basso
Il percorso che ha portato all’inaugurazione è iniziato circa un anno fa, con un primo incontro di presentazione del progetto proprio presso il mulino Main. Da quel momento un gruppo di cittadini ha scelto di mettersi in gioco, dando vita a un’esperienza partecipata che oggi si traduce in un’iniziativa concreta, capace di generare valore culturale, sociale ed economico.
L’inaugurazione
Alla cerimonia erano presenti il Presidente di Confcooperative Angelo Fontana, il Sindaco di Posina Adelio Cervo, diversi primi cittadini della vallata, il consigliere regionale Andrea Cecchellero, oltre a rappresentanti della Pro Loco e della Fondazione QuVi. La presentazione del progetto è stata affidata a Silvia Cestaro, socia fondatrice della cooperativa.
L’inaugurazione non si è limitata a un semplice taglio del nastro: è stata un’occasione di condivisione e di riflessione sull’importanza di fare comunità, sulla cura del territorio e sulle prospettive occupazionali e culturali che possono nascere da iniziative di questo tipo.
Un modello per il futuro
Le cooperative di comunità rappresentano una strada innovativa per il presidio e la valorizzazione delle aree alpine e montane, spesso segnate da spopolamento e fragilità sociale o logistica. In un Veneto che guarda al futuro, queste realtà meritano sostegno e fiducia, perché capaci di unire memoria, partecipazione e sviluppo sostenibile.





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