Ferragosto con un pensiero alle nostre montagne
- Lorenzo Bonaccorsi
- 14 ago 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Il 15 agosto è per molti una giornata di relax: al mare, in montagna, in viaggio o in famiglia. Ma quest’anno un dato non può passare inosservato: lo zero termico ha raggiunto i 5.200 metri, ben oltre la vetta del Monte Bianco (4.806 m).Significa che persino la cima più alta delle Alpi, in queste settimane, registra temperature positive, con neve e ghiaccio in costante fusione.
A 2.700 metri oggi si toccano i 20°C, valori anomali che favoriscono lo scioglimento e la formazione di laghi temporanei sui ghiacciai. Un fenomeno che può accadere in estate, ma che se diventa diffuso e persistente rappresenta un segnale inequivocabile della rapidità del cambiamento climatico.
Il futuro dei ghiacciai alpini
I dati e le immagini parlano chiaro: senza un’inversione di rotta, i ghiacciai delle Alpi sono destinati a scomparire nell’arco di pochi decenni. Con essi perderemmo non solo un patrimonio naturale di straordinaria bellezza, ma anche una riserva d’acqua essenziale per i nostri ecosistemi e per la vita delle comunità di valle.
La sfida che ci attende
La soluzione esiste ed è nota: ridurre drasticamente le emissioni di CO₂ fino ad azzerarle. È una sfida complessa ma possibile, che richiede:
scelte coraggiose nell’industria e nei trasporti;
un cambio di paradigma nel settore energetico;
attenzione al nostro modello alimentare;
una tutela più forte di boschi, foreste e ghiacciai.
Ognuno di noi può contribuire, ma soprattutto è fondamentale un’azione politica e collettiva che renda possibili scelte coerenti e coraggiose.
In questo Ferragosto, mentre ci godiamo una giornata di pausa, teniamo lo sguardo rivolto alle nostre montagne: la loro sorte dipende anche dalle decisioni che prenderemo oggi.





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