CANNABIS LIGHT, Masolo (Europa Verde): “La Giunta regionale rifiuta il confronto con Governo e Parlamento e abbandona la filiera della canapa sativa”.
- Mattia Stella
- 9 set 2025
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Venezia, 15 luglio 2025 – “La risposta della Giunta alla mia interrogazione del 1° agosto 2024 arriva con un ritardo di ben 11 mesi ed è una delusione totale.
In un momento in cui centinaia di persone nella nostra Regione stanno perdendo il lavoro e intere imprese venete rischiano di chiudere, la Regione Veneto decide di lavarsene le mani,”
A denunciarlo è il consigliere regionale Renzo Masolo (Europa Verde), dopo la risposta scritta all’interrogazione n. 565, con cui si chiedeva se la Giunta fosse intenzionata ad avviare un confronto urgente con il Governo e il Parlamento per difendere la filiera della canapa sativa L., oggi sotto attacco a causa dell’inserimento del CBD orale tra i medicinali e soprattutto del Decreto Sicurezza, che vieta coltivazione, lavorazione e vendita di infiorescenze e derivati. Decreto, già convertito in legge, per il quale, solo qualche giorno fa, l'Ufficio Massimario della Corte di Cassazione ha avuto modo di evidenziare parecchi profili di illegittimità costituzionale, di incompatibilità con il diritto dell’Unione Europea e gravi criticità di ordine economico e sociale.
“Parliamo di una filiera agricola e industriale che ha investito nella legalità, nella sostenibilità e nell’innovazione – prosegue Masolo – e che oggi viene colpita da un provvedimento ideologico, senza basi scientifiche né giuridiche. Il Veneto aveva una legge regionale approvata nel 2019 e una mozione votata all’unanimità nel 2021 per promuovere e incentivare la canapa. Ma ora tutto tace. La Giunta non chiede modifiche legislative, non difende le imprese, non tutela i lavoratori. Attende. Ma attendere, in questo caso, significa condannare un intero settore all’estinzione.”
Il consigliere conclude con un appello: “Non è più il tempo delle attese o dei rinvii. È il momento di una presa di posizione netta: o si sta con le imprese agricole o si piega la testa alla crociata ideologica e antiscientifica del Governo Meloni. Europa Verde continuerà a battersi in Consiglio regionale e in tutte le sedi per una normativa giusta, europea e non punitiva.”





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