CALDO ESTREMO: SCARSA TEMPESTIVITA’ SU DECRETO E ORDINANZA, REGIONE ASSENTE E TARDIVA SULL’EMERGENZA CLIMATICA.
- Mattia Stella
- 9 set 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 16 set 2025
Zaia firma un’ordinanza per vietare il lavoro all’aperto nelle ore più calde. Bene, ma serve di più. Quando le persone muoiono di caldo, non basta un divieto estivo last minute: serve una strategia strutturale.
E non basta fermare il lavoro nei campi o nei cantieri: il caldo uccide anche nei capannoni industriali, nelle fabbriche senza ventilazione, nelle case di riposo senza condizionatori, nelle abitazioni degli anziani soli, spesso senza assistenza e con impianti obsoleti. Uccide nelle nostre città dove non sono stati creati veri e propri boschi diffusi urbani e parcheggi alberati ma dove le isole di calore colpiscono infallibilmente i soggetti più fragili e deboli. Questi sono i luoghi in cui si consuma il vero dramma climatico.
Zaia ci invita al controllo di vicinato e scarica il peso sui cittadini, ma è proprio questa Regione ad aver tagliato i fondi ai servizi territoriali, a non aver adeguato le strutture pubbliche, a non aver investito su una vera strategia di adattamento climatico. Altro che controllo di vicinato: servono politiche pubbliche all’altezza della crisi.
Il riscaldamento globale è in atto da anni e la destra invece di adattare le politiche pubbliche costruisce nuove strade, consuma suolo, indebolisce l’ambiente, ci indebita con grandi opere e infrastrutture anacronistiche e dannose per l’ambiente ed il futuro.





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