Sostengo pienamente l’appello di Acqua Bene Comune. L’acqua è un bene pubblico da difendere con scelte coraggiose e coerenti.
- Mattia Stella
- 10 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Ho letto con grande attenzione e piena condivisione l’appello che l’associazione Acqua Bene Comune ha rivolto ai candidati alle elezioni regionali del Veneto 2025.
Le richieste contenute nel documento – dallo stop al consumo di suolo alla bonifica dei siti inquinati, dai limiti regionali per i PFAS alla tutela sanitaria dei cittadini esposti – rappresentano battaglie che da anni porto avanti, dentro e fuori il Consiglio regionale.
Questo è stato l’anno in cui mi sono battuto con determinazione per la difesa dell’acqua e del suolo veneto: contro il consumo di suolo, per l’introduzione di limiti regionali ai PFAS, per la sicurezza delle fonti idropotabili, per la bonifica dei siti contaminati e per un controllo rigoroso sulla gestione dei rifiuti e delle sostanze pericolose.
Ho chiesto che la Regione assumesse un ruolo attivo nel monitoraggio sanitario dei cittadini che vivono nei territori inquinati e che la rinaturalizzazione e la tutela delle aree di ricarica idrica diventassero priorità di bilancio e di programmazione, dando massima priorità al rispetto delle aree di salvaguardia dei pozzi che sono sempre più in pericolo, minacciati da un inquinamento dilagante.
Da attivista prima e da consigliere poi, so bene quanto sia prezioso il lavoro delle associazioni che ho sempre sostenuto, come Acqua Bene Comune: realtà che ogni giorno difendono i beni comuni e che hanno bisogno di una politica capace di ascoltare e agire. Il mio impegno continuerà a essere quello di portare dentro le istituzioni la voce dei cittadini e dei comitati, traducendo le loro battaglie in scelte legislative concrete.
L’acqua è un diritto, non una merce. Difenderla significa scegliere da che parte stare: dalla parte delle persone, dell’ambiente e delle future generazioni.




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