Cannabis light. Per il Consiglio di Stato si potrebbe configurare il contrasto con le norme europee. Il Governo riveda la sua posizione che ha messo in ginocchio tante aziende anche in Veneto
- Mattia Stella
- 14 nov 2025
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Fin dall’inizio il Governo Meloni, quello che a parole si dichiara dalla parte di chi produce, accecato da posizioni puramente ideologiche e in contrasto con le evidenze scientifiche, ha imbastito una vera e propria crociata nei confronti della produzione della cannabis light. Tante aziende in Veneto, il cui impatto sul mondo del lavoro non è irrilevante, sono state trattate quasi come criminali.
Il Consiglio di Stato ha ribaltato il tavolo, facendo emergere il possibile contrasto tra le pozioni del Governo Meloni e la normativa europea sulla coltivazione e l’uso della canapa a basso THC.
La questione è stata sollevata da una rete di imprese e associazioni, tra cui Federcanapa, Canapa Sativa Italia e diversi produttori. I giudici italiani hanno rimesso la questione, visto il rischio di incompatibilità normativa, nelle mani della Corte di Giustizia, che dovrà chiarire se le norme italiane violino i principi di libera circolazione delle merci e concorrenza.
Noi di AVS ci siamo opposti, anche in Consiglio regionale del Veneto, all’atteggiamento irresponsabile del Governo, che equipara la canapa con THC entro i limiti stabiliti agli stupefacenti. Il Governo rischia ora di essere costretto a rivedere in toto la sua posizione, con tanto di figuraccia a livello internazionale.





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